Notizie storiche
di Marco Impiglia
Similmente al basketball, da cui deriva, il korfball
è un gioco di squadra e, come tale, presuppone la massima
collaborazione e sintonia possibile dei singoli componenti
per raggiungere l'obiettivo di vincere la partita. Sviluppa
la coesione dei valori morali e spinge i giocatori a conoscersi
vicendevolmente. E' importante sapere le virtù e i difetti di
ogni singolo compagno per esaltare i primi e rendere inoperanti
i secondi. Come nella pallacanestro, il gioco favorisce le persone
dotate di altezza, ma non eccessivamente. Il fatto che all'interno
di ogni compagine siano presenti, in numero pari, giocatori di
sesso maschile e di sesso femminile comporta un naturale dislivello
nella prestanza fisica; che tuttavia non influisce nel decorso
armonico del gioco, grazie alle regole studiate dall'inventore
per porre sullo stesso piano tutti i giocatori. Queste regole
tendono ad eliminare qualsiasi contatto fisico, incardinandosi
sull'assunto che ogni uomo non può che marcare un altro uomo, e
ogni donna deve occuparsi esclusivamente del marcamento di un'
altra donna; non è permesso il gioco "due contro uno" e l'elemento
tattico emerge come nettamente prevalente. Sotto tale aspetto,
quello della capacità strategica, le femmine non si dimostrano
inferiori ai loro compagni e avversari maschi, per cui l'apporto
che danno è pari al "sesso forte".
Fin dai suoi esordi, il korfball si è caratterizzato per essere
un gioco che tendeva ad esaltare la massima coesione e l'affiatamento.
Il dinamismo è assai minore che nel basket, e ciò finisce per
avvantaggiare le donne. L'altezza a cui sono posti i canestri,
anche, non è tale da scoraggiare l'elemento femminile. Come sport
perfettamente compiuto, partì nei cortili delle scuole e nei
campi di gioco in erba di villaggi e cittadine olandesi. Al suo
iniziale successo, seguì una formalizzazione più tradizionale,
propria dei canoni evolutivi degli sport di squadra: l'impianto
di club con le loro strutture private, situati dentro e fuori le
città. I membri si auto-finanziavano, talvolta addirittura vendendo
biscotti e dolcetti fatti in casa. Questi modelli originali non
sono del tutto scomparsi nella pratica del korfball odierno. Ecco
perché ha così successo in situazioni e ambienti sociali legati
alla struttura rurale e di villaggio. La tipica clubhouse, cellula
di base, diviene un punto di incontro per i giocatori, per le
loro famiglie e i loro amici, e rimane un importante fattore di
amicizia e di incontro nella vita quotidiana di ognuno di loro.
Facilmente, le squadre si organizzano intorno a nuclei familiari.
I fidanzamenti e i matrimoni, che hanno luogo grazie al korfball,
non appartengono soltanto al folklore della storia del gioco.
Uno sport, in definitiva, nato nei paesi nordici europei,
nel contesto di un substrato sociale di classi medie e che
contiene in sé i germi della superiore cultura sportiva maturata
da quei popoli. L'esercizio fisico all'aperto e poi una sana doccia
in comune: quest'ultima particolarità ha lasciato aperta la porta
alle critiche bacchettone di quanti vedono nel korfball uno sport
sessista e femminista, affine per certi versi ai movimenti naturisti
tanto in voga ai primi del Novecento. L'opinione pubblica, ancora oggi,
tende a riconoscervi taluni aspetti di eccentricità. Lo immagina legato
ad ambienti rurali e collegiali, praticato da ragazzi e ragazze di
famiglie che hanno vivo il culto della tradizione e del rispetto degli
antichi valori. Credono anche che sia poco popolare. In realtà, il numero
dei giocatori di korfball è in continuo aumento. Il fatto che sia
l'unico sport di squadra misto esistente al mondo, lo rende modernissimo
in una società del 2000 sempre più orientata verso l'abbattimento delle
barriere tra i due sessi.